difficoltà di attacco al seno e sostegno all’allattamento

difficoltà di attacco al seno e sostegno all’allattamento

La suzione è uno schema motorio primario cioè una capacità innata, tuttavia capita frequentemente che il neonato non riesca ad attaccarsi al seno con facilità o a coordinare bene i muscoli della lingua al fine di una corretta meccanica.

Ma come fa una mamma ad accorgersi che c’è un problema?

Il problema può dipendere da più fattori strutturali, come ad esempio, una cattiva mobilità cervicale, (cioè dei piccoli movimenti della testa), per cui il bimbo fatica a mantenere la posizione prolungata e la suzione lo stanca precocemente. Anche la presenza di tensioni a livello della lingua, del frenulo o del pavimento buccale non consentono una buona apertura della bocca e di conseguenza impediscono un’ottimale stimolazione del seno che cessa troppo presto la sua attività di produzione del latte. In aggiunta, il bimbo potrebbe soffrire di coliche intestinali che vengono accentuate durante la suzione: questo provoca in lui dolore, irrequietezza, pianto e frustrazione della mamma, impedendo il sereno proseguimento della poppata.

Spesso le mamme non si sentono all’altezza e credono di non essere in grado di allattare; in realtà è la cosa più naturale che esista e con poche e semplici mosse si potranno superare alcune piccole difficoltà.

Il latte umano è composto da più di 200 elementi e l’allattamento al seno è raccomandato come fonte ottimale ed esclusiva di nutrimento per i primi sei mesi di vita (OMS) nonché uno strumento potentissimo anche dal punto di vista terapeutico: basti pensare che il movimento della suzione ha un’importante funzione di rimodellamento delle ossa craniche. Cerchiamo di capire meglio. Le strutture ossee del bambino sono morbide e malleabili, i muscoli della suzione e della deglutizione, attraverso la loro funzione, stirano le ossa del cranio determinandone l’espansione dimensionale ed una corretta fisiologia di crescita, in altre parole l’azione dei muscoli coinvolti nella poppata corregge da sé delle “disfunzioni”.

Da un punto di vista osteopatico si può intervenire per favorire l’attaccamento del piccolo al seno, la suzione ed infine la deglutizione. Il trattamento consiste in manipolazioni dolci e rilassanti, condotte anche mentre la mamma allatta. Studi condotti negli USA riportano dei benefici dei trattamenti osteopatici su neonati prematuri con problematiche di suzione, e corroborano ancora di più l’importanza di mantenere l’allattamento materno come unica fonte di alimentazione. Alla fine fa bene al piccolo e alla sua mamma perché entrambi ne traggono enormi vantaggi.

Ovviamente occorre agire tempestivamente, prima si agisce, prima si ritorna alla corretta fisiologia della suzione e prima mamma e bimbo potranno godersi assieme questo splendido cammino di scoperta e crescita; lo stimolo alla produzione di latte materno è infatti generato dalla suzione stessa e se questa non avviene, la produzione si arresta.

La cosa migliore da fare perciò è liberare quanto prima le ossa craniche da eventuali tensioni che si sono create, evitando l’interruzione dell’allattamento al seno e successivi potenziali problemi di malocclusione o deglutizione.

Non è un caso se il medico britannico Grantly Dick-Read era solito ripetere: “Un neonato ha solo tre esigenze: calore tra le braccia di sua madre, cibo dal suo seno e sicurezza nella consapevolezza della sua presenza. L’allattamento al seno soddisfa tutti e tre.”

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