alimentazione e mal di schiena

alimentazione e mal di schiena

L’uomo è ciò che mangia

Questa frase del filosofo Ludwig Feuerbach può aiutare meglio a comprendere la stretta correlazione tra le nostre abitudini alimentari ed il nostro stato di salute; la domanda che ci poniamo più nello specifico è “può l’alimentazione giustificare la comparsa di un mal di schiena?”

La risposta è chiaramente affermativa e le argomentazioni a suo suffragio sono più d’una.

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  • Causa ed effetto, in un’ottica osteopatica possono essere ambivalenti, nel senso che un mal di schiena, incidendo sul muscolo diaframma, può originare dei problemi digestivi; allo stesso modo, l’assunzione di un alimento per noi sbagliato è in grado di causare una cattiva digestione, che a sua volta sfocia in un mal di schiena.
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  1. I rapporti di contiguità che alcuni importanti gruppi muscolari mantengono con dei visceri, giustificano le strette correlazioni ed azioni biunivoche che potenzialmente vengono ad instaurarsi nel nostro organismo. Il muscolo diaframma possiede inserzioni importanti a livello vertebrale: ne consegue che una perturbazione dello stesso, ad opera di uno stomaco che soffre per l’ingestione di cibi che lo infiammano, è in grado di scatenare una sintomatologia dolorosa nella porzione di colonna corrispondente (dorso-lombare).
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  1. Il muscolo ileo-psoas riveste poi un’importanza basilare nel corpo umano, collegando la porzione lombare della colonna vertebrale con il femore: si trova in stretta correlazione con il nostro intestino, vista la posizione all’interno dell’addome, ed infatti molto spesso lombalgie croniche e profonde originano da uno stato infiammatorio del colon (accumulo di tossine, disbiosi, stipsi) che a sua volta interessa il muscolo ileo-psoas. Il passaggio da qui ad una lombalgia è quindi breve!
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  • Capita di frequente che un’alimentazione sbilanciata possa portare ad un accumulo di grasso intramuscolare; questo, infiltrandosi nei muscoli lombari, ne altera la funzionalità, il connesso controllo posturale della colonna lombare e dà luogo a una lombalgia.
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  • Si pensi ora all’addome molto prominente di un soggetto sovrappeso od obeso:  l’aumento di peso da eccessiva/errata alimentazione, sposta inevitabilmente il baricentro in avanti rispetto alla fisiologica posizione e le curvature della colonna si modificano generando un quadro di irritazione nervosa a livello lombare.
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  1. Infine, alcune contratture e diverse problematiche antalgiche muscolo-articolari possono essere la risposta a situazioni lavorative, emozionali e interpersonali stressanti, in un contesto generale infiammatorio, forse innescato, ma senz’altro favorito, da una dieta ricca di zuccheri semplici, farine raffinate e proteine animali. Ciò può generare, a sua volta, la necessità di trovare posture compensatorie, ad esempio per eludere il disagio di collo o spalle dolenti, creando così un susseguirsi di aggiustamenti e conseguenti antalgie.
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  1. Intervenire sulla postura o sull’area dolente è quindi indispensabile, ma per mantenere i risultati ottenuti con il trattamento osteopatico, si configura come vincente un approccio integrato con un intervento nutrizionale ed eventualmente psico-emozionale, dal quale trarre benefici duraturi.
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