Portare in fascia, un regalo per mamma e bambino

Portare in fascia, un regalo per mamma e bambino

Ho scoperto e sperimentato da papà l’uso della fascia con il mio piccolo sin dai primi giorni di vita e posso assicurarvi che l’esperienza è stata fantastica; ci sono solamente dei vantaggi indiscussi ed oggettivi per genitori e bambino circa l’utilizzo della fascia, dal punto di vista sia emotivo-affettivo che posturale e fisiologico. Ma andiamo con ordine…

Tenere il bambino pancia a pancia permette al bambino, fin da piccolo, di seguire il battito cardiaco ed il respiro della mamma (o del papà), lo tranquillizza e lo tiene al sicuro come quando si trovava nell’utero materno. Crescendo diventerà curioso e sicuro di sé, vedrà il mondo inizialmente dalla fascia mediando le sue scoperte attraverso lo sguardo rassicurante ed interattivo della mamma.

Non abbiate fretta di metterlo nella carrozzina! Non affrettatevi a metterlo in culla per riposare! Sono momenti d’oro per lo sviluppo delle sue sicurezze ed estremamente fugaci, momenti che non torneranno più, per lui e per voi genitori!

Inutile sottolineare che il “portare” o “babywearing” è di una comodità rilevante, perché consente al genitore di avere con sé il bimbo attaccato monitorandolo costantemente ed al contempo, lasciando le braccia libere, si possono svolgere attività in casa o all’aperto che con il passeggino risulterebbero più difficoltose. Aggiungo inoltre che secondo alcuni studi, portare i bambini aiuta a renderli più sereni: il contatto diretto con il corpo del genitore diminuisce pianti e “capricci”, rafforza il senso del sé che si andrà formando intorno ai 7-9 mesi e consolida le sue sicurezze.

Dal punto di vista osteopatico e posturale è inoltre indubbio il beneficio che scaturisce dal portare in fascia sia per la colonna vertebrale del bambino, sia per quella della mamma; la schiena del bimbo è sorretta ancora da una muscolatura immatura e fa assumere una postura a “C”, quindi con la fascia si rispetta la fisiologia della colonna vertebrale, si evitano compressioni viscerali e si mantiene la corretta verticalità.

La fascia consente al bambino sin dai primi giorni di vita, di assumere la corretta curvatura della colonna vertebrale mantenendo le anche del piccolo nella posizione “a rana” o “a M”. Partendo da questa posizione la fascia  segue e si adatta allo sviluppo del piccolo e alla sua crescita a seconda delle differenti legature che si utilizzano. La posizione a gambe piegate e ginocchia aperte (come era nell’utero materno) è quella più corretta, perché i femori sono ben centrati nelle loro articolazioni. Infine, l’utilizzo di alcuni marsupi lascia le gambe a penzoloni e potrebbe creare problematiche fastidiose come la displasia delle anche o tensioni muscolari di tutta la muscolatura della colonna.

Concludendo il portare in fascia il proprio bebè fa contenti proprio tutti. E’ comodo, sano, educativo, poco costoso e rende l’esperienza genitoriale ancora più amorevole perché ricca di contatto fisico e forte partecipazione emotiva.

Rb:

“Cfr. Hunziker, U.A. and R.G. Barr (1986). “Increased carrying reduces infant crying: A randomized controlled trial”. Pediatrics. 7:641-648; Powell, A. “Harvard Researchers Say Children Need Touching and Attention”, Harvard Gazette)

“Current knowledge about skin-to-skin (kangaroo) care for pre-term infants”. J Perinatol. 1991 Sep;11(3):216-26)

https://www.naturalchild.org/articles/guest/laura_simeon.html

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